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MACERATA -  Via le convenzioni, via le vecchie strutture, via i mezzi busti della politica. Flavio Corradini, candidato consigliere regionale di Italia Viva nella coalizione per Mangialardi presidente, è in piedi, vicino ai cittadini, fin dal primo istante della sua campagna elettorale, inaugurata questa mattina in piazza Cesare Battisti a Macerata.

L'ex rettore e docente dell’Università di Camerino, Flavio Corradini è più a suo agio in mezzo ai cittadini che sopra i palchi: «Perché ci stiamo candidando? Ci stiamo candidando perché dobbiamo sentirci fortunati di vivere in una regione così bella.Dopo aver girato per lavoro tutto il mondo con la mia signora e i miei figli, siamo voluti tornare qui. In un luogo bello, ricco di bellezza. Solo chi non è mai uscito di casa non sa la bellezza che abbiamo a disposizione. Bellezza intesa sia nei nostri ambienti, nelle nostre città, nella natura, nei nostri giovani e nei nostri lavoratori. Ma purtroppo, dal 2008 ad oggi, abbiamo subito qualcosa di catastrofico. Banca Marche, gli eventi sismici del 2016 (ogni due minuti abbiamo avuto una scossa sismica da agosto 2016 a gennaio 2017), centinaia di migliaia di persone che hanno perso tutto e poi, alla fine, per tutti, questa pandemia che mina la nostra salute e la nostra situazione economica. Cotanta bellezza e tanta difficoltà hanno comunque visto tanti marchigiani affrontare questa situazione con una dignità incredibile. In altri territori è successo un delirio. Abbiamo con noi tante persone che hanno voglia, che hanno progetti. Innoviamo sulle idee, sulle strategie, per raggiungere obiettivi. E ogni volta che non lo facciamo, perdiamo dignità».

Prima di presentare i punti chiave della sua candidatura, Corradini ha voluto ricordare l’ex sindaco di Camerino, Dario Conti: «Una persona importantissima per me e la cui passione e il cuiCorradini FF 7 650x434 impegno mi hanno ispirato nella mia vita».

Sono quattro le parole attorno cui Corradini immagina e vede possibile il futuro delle Marche: «Le parole sono impegno, passione, lavoro e rinascita. Impegno significa studiare, prepararsi, essere attenti osservatori di cosa sta cambiando. Imparare a proporre azioni e trasformarle in valori. Il valore non è solo valore economico, ma significa anche quello che stiamo costruendo qui: relazioni umane, socialità, civiltà, coesione. Da questo contesto è più facile poi anche lo sviluppo economico di un territorio. Impegno significa fare scelte consapevoli. Scelte che un politico non deve fare mai per sé, questa non è retorica perché chiaramente tante persone che ci rappresentano molto spesso conducono la loro linea politica per volontà personali. La nostra squadra deve garantire che ciò non accada più. Sanità pubblica universale che deve interloquire in completa trasparenza con la sanità privata. La questione della ricostruzione: tutti i colori politici son passati di questi tempi e queste persone da quattro anni stanno nella stessa situazione. Questa questione è vitale. E la ricostruzione deve essere non solo delle case, ma anche del nostro sistema democratico. Altro tema fondamentale per noi è ia riforma del terzo settore, parte chiave della nostra economia e della nostra socialità: gratuità, volontariato, associazionismo. Affronteremo anche la questione delle fragilità: non dobbiamo pensare che alcune cose non ci interessano perché pensiamo che siano casi isolati quelli delle tossicodipendenze o della ludopatia»

E poi passione: «La politica non può essere considerata un lavoro. Le nostre liste devono essere convinte di questo. Se interpreti la politica come un lavoro non ci si mette a disposizione degli altri. Se facciamo il contrario, sbagliamo. Passione significa apprezzare chi siamo, la nostra identità, il posto dove viviamo. Sentiamoci orgogliosi di essere marchigiani».

Lavoro: «La maggior parte del nostro lavoro proviene dalle nostre piccole e medie imprese, dai nostri artigiani e dai nostri professionisti. Dobbiamo sostenere questi settori. E in questo, la pubblica amministrazione deve acquisire un ruolo importante di servizio ai nostri sistemi produttivi e alle nostre comunità. Imprenditorialità innovativa, cultura d’impresa, il progetto Industria 4.0 che è stato abbandonato ed è stato un peccato. Un più efficace rapporto tra pubblico e privato. Si può collaborare sempre tra pubblico e privato, si può sempre farlo. Sono parte della stessa comunità. E ancora: sviluppo sostenibile, internazionalità, infrastrutture del digitale, nuovi modi di fare informazione, export della nostra bellezza e del Made in Marche. Abbiamo università all’avanguardia, condividiamo, trasformiamo azione in valore».Corradini FF 3 650x434

E infine, ma non per importanza, rinascita: «Chi pensa che lo sviluppo della nostra regione possa procedere lasciando un territorio così alto alle sue difficoltà sbaglia prospettiva. L’economia è un sistema. Finché non facciamo rinascere quelle aree lì, la regione si porterà dietro difficoltà enormi. E oltre al cratere sismico, abbiamo bisogno di progetti di riqualificazione urbana e dei borghi». Corradini, emozionato e applaudito, conclude il suo intervento lanciando ufficialmente l’hashtag della sua campagna, #conflavio: «Abbiamo parlato sempre al plurale e chi mi conosce sa che sono convinto che chi si propone come risolutore universale di un sistema complesso, non è in buona fede. Nessuno ci è mai riuscito e nessuno ci riuscirà mai. L’unica possibilità che abbiamo è questa: lavorare insieme come una sola squadra. In politica non può funzionare come accade spesso: infiliamo uno qualunque in un ruolo. Stiamo facendo una bella squadra e l’abbiamo chiamato comitato #conflavio e non “per Flavio”.

È un modo di pensare diverso, non banale». Durante la presentazione sono intervenuti, in supporto di Corradini, anche Ivo Costamagna, storico esponente dei socialisti, e Teresa Lambertucci, coordinatore provinciale di Italia Viva: «Siamo nel luogo che ha dato i natali a Padre Matteo Ricci: noi abbiamo anticipato la globalizzazione di 500 anni. Per questo dobbiamo avere fiducia in persone come Flavio, che partono dal basso e sanno quello che significa essere in questa terra» commenta Costamagna.

«Abbiamo voluto - sottolinea Lambertucci - un progetto che vuole essere un contenuto propulsivo. La volontà è quella di costruire un progetto che vada al di là delle regionali e possa mettere insieme le forze socialiste, riformiste, civiche e solidali. Persone che hanno sempre fatto politica senza essere in politica, facendo grandi servizi alle proprie comunità. Pensiamo a Flavio, che mentre era rettore a Unicam ha mostrato il più bell’esempio di resilienza italiana davanti al terremoto».