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SAN SEVERINO - “L’Amministrazione comunale di San Severino Marche ha approvato il processo decisionale adottato dall’Assemblea Territoriale d’Ambito ma non ha condiviso la modalità di operare in merito alla individuazione di molteplici siti selezionati”.

Così, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha risposto a un’interrogazione, presentata dai consiglieri di minoranza, sulle procedure per l’individuazione di una nuova discarica provinciale per i rifiuti.discarica3

“Questa Amministrazione si è posta il problema di non ospitare una nuova discarica sul territorio comunale - ha premesso il primo cittadino settempedano - viste anche le numerose criticità avute in passato per aver avuto una discarica a confine con il Comune di Tolentino e i cui disagi sono ricaduti, e ricadono tuttora, sul Comune di San Severino Marche. E’ vero che unitamente a tutti i sindaci individuati dal Piano provinciale come probabile sede di discarica - e precisamente Apiro, Camerino, Civitanova Marche, Corridonia, Esanatoglia, Loro Piceno, Macerata, Matelica, Mogliano, Montecassiano, Montefano, Montelupone, Monte San Giusto, Monte San Martino, Petriolo, Pioraco, Pollenza, Recanati, Sant’Angelo in Pontano e Treia -, anche San Severino Marche ha richiesto alla Provincia di sospendere il procedimento amministrativo, dato che ben 12 sindaci hanno già presentato ricorso al Tar Marche contro le Deliberazioni del 10 e 26 giugno 2020, ma se non avessi firmato come sindaco, solo questo Comune sarebbe risultato come “disponibile ad accogliere il nuovo sito”. I motivi aggiunti alla mia contrarietà ad ospitare una nuova discarica a San Severino Marche sono contenuti proprio nella missiva firmata da tutti e 21 i sindaci individuati dal Piano provinciale come ipotetica sede di discarica - ha proseguito il sindaco Piermattei, aggiungendo - Preciso che nel nostro territorio l’Assemblea Territoriale d’Ambito Ata 3 ha individuato un sito potenzialmente idoneo alla localizzazione di un nuovo impianto di discarica, identificato con il nome Macroarea ID 67 e situato tra il Ponte dei Canti, Gaglianvecchio e Borgianelle. Il nostro Comune, secondo le richieste della Provincia di Macerata e dell’Ata 3 ha provveduto, nei termini assegnati, ad effettuare le verifiche, su scala comunale, delle aree potenzialmente idonee, provvedendo a delimitare l’area individuata. Alle varie riunioni d’Ambito è emersa la necessità di individuare in tempi brevi, nell’ambito della Provincia di Macerata, un sito dove abbancare i rifiuti, visto che la discarica di Cingoli sta esaurendo lo spazio autorizzato. Nel caso in cui non venisse trovata una soluzione, l’alternativa sarebbe quella di portare i rifiuti in una località fuori la Provincia di Macerata. Con la richiesta di annullamento delle procedure di individuazione dei siti idonei per la realizzazione della discarica comunale, firmata da ben 21 sindaci tra cui la sottoscritta, non si chiede altro di sospendere l’attuale procedimento al fine di proseguire all’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, per consentire l’adeguamento del Piano stesso alle nuove direttive comunitarie, afferenti all’asse prioritario nel recovery found e delle altre risorse relative alla programmazione dei fondi strutturali europei, in quanto l’inserimento delle aree ritenute idonee alla localizzazione di una discarica, così come individuato dall’Ata 3 Macerata, risulterebbe superato e si invita, così come suggerisce anche l’assessore regionale all’Ambiente Aguzzi, alla ricerca di una soluzione temporanea di allocazione di volumetrie residue di rifiuti che possa traghettare l’Ata 3 Macerata verso un nuovo assetto di Piano. Nelle premesse all’interrogazione - ha spiegato ancora il sindaco di San Severino Marche rispondendo al quesito posto dai consiglieri di minoranza - si dà per certo che con la chiusura di Cingoli si dovrà ricorrere a discariche fuori provincia con aggravio dei costi. Questo non è certo, o meglio non è affatto definito, in quanto si possono verificare due situazioni: si possono ricercare soluzioni interne alla provincia del tutto temporanee o meno temporanee e non ancora definite ma le condizioni a cui dovremo adeguarci non si discosteranno molto dalle attuali oppure, se non ci saranno soluzioni temporanee interne alla provincia, allora sarà il presidente della Regione che dovrà per legge emanare un’Ordinanza per un nuovo sito di abbancamento. Il prezzo per l’abbancamento sarà definito solo in quella fase e confidiamo che esso sia un prezzo medio di mercato, molto simile a quello sinora sopportato per l’abbancamento a Cingoli. Da ribadire ancora, come già ampiamente illustrato, che dall’incontro dei rappresentanti dei 21 sindaci firmatari della richiesta di sospensione degli atti relativi all’individuazione della nuova discarica, anche l’assessore regionale all’Ambiente Aguzzi ha suggerito la ricerca di una soluzione temporanea di volumetrie residue, che possano adeguatamente accompagnare l’Ata 3 verso il nuovo assetto costituito dal piano aggiornato. I Comuni sono obbligati alla gestione aggregata del servizio di raccolta dei rifiuti, ricadendo sugli organi consortili la facoltà discrezionale di ripartire i costi effettivi del servizio tra le diverse municipalità, tenendo conto delle diverse modalità di raccolta e del bacino di utenza, ma secondo criteri diversi da quelli che, per legge, le Amministrazioni locali devono seguire nella fissazione della tariffa comunale e nella suddivisione degli oneri sulle singole utenze domestiche e non domestiche. In applicazione dei principi in materia di gestione dei rifiuti fissati dal Codice dell’Ambiente, la competenza a stabilire la tariffa del servizio dei rifiuti per ciascuna tipologia di utenza, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999, recante norme per la “elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani”, spetta agli enti locali, ma la stessa tariffa deve essere stabilita in modo da coprire tutti i costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani con determinazione delle tariffe proporzionalmente alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte. Sono grata - ha poi concluso il primo cittadino settempedano rispondendo alla minoranza sull’interrogazione - per la vostra attenzione in merito alla salute, all’ambiente, alla qualità della vita ed al benessere economico dei cittadini”.