MACERATA - Ogni territorio ha i suoi luoghi magici e le sue storie, ma tra Marche e Umbria, sui Monti Sibillini, aleggiano delle splendide leggende che vantano uno spessore del tutto unico in Italia e, per certi versi, anche in buona parte dell’Europa. Non a caso i Sibillini sono definiti da fonti autorevoli «i monti più misteriosi del centro Italia».

A contribuire alla conoscenza di queste mirabili narrazioni è ora un’opera pregiata e completa, con prefazione del Presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e a firma di Diego Mecenero, uno dei massimi studiosi del settore: “Le affascinanti leggende dei Monti Sibillini” (Edizioni Ephemeria di Macerata - www.edizioniephemeria.it), una pubblicazione che, finalmente, racconta per esteso le antiche e meravigliose storie riguardanti la Grotta della Sibilla e il Lago di Pilato senza rinunciare ad un’accurata esposizione storico-scientifica di quanto le riguarda.

Due vette sono le protagoniste delle leggende dei Sibillini, come due sono i “poli” narrativi delle storie stesse: un nucleo di racconti è legato al Monte Sibilla (dove c’è la Grotta della Sibilla, un’atlantide sommersa nella terra piuttosto che nell’acqua) e un altro aleggia sul Monte Vettore (con protagonista il Lago di Pilato, tomba nientemeno che di Ponzio Pilato). Due monti, due differenti “energie”, entrambe impetuosamente vibranti, che si caratterizzano l’una per l’alone di Paradiso, l’altra con i cupi colori dell’Inferno.

Un mondo luminoso da una parte, uno tenebroso dall’altra. Ascesa al Cielo e discesa agli Inferi. Un asse che non è fissato solo su coordinate geografiche “attorno” a noi, ma che è proiezione di ben altre geografie “dentro” di noi, nascoste nelle parti più intime dell’essere umano. Panorami interiori che, ovunque e da sempre, si dipanano tra cosciente e inconscio, anelito e terrore, angeli e demoni, cielo purissimo e sangue infangato.

Il potenziale delle leggende dei Monti Sibillini non è grande solo perché sono “belle storie”, ma anche perché innervano in mirabile modo l’essere umano nella sua più intima essenza, quella che più ci sfugge e, proprio per questo, necessita di essere avvicinata – almeno intuita – mediante l’unico canale possibile: la narrazione. Storie come queste servono a vivere. Penetrano come radici nelle viscere degli uomini e armonizzandone le dimensioni più ataviche ne permettono la crescita, sciogliendo le paure e incoraggiando i sogni.

Tra i contenuti, esposti con massima aderenza alle fonti storiche e alle diffuse tradizioni popolari più recenti, vi sono anche alcuni elementi inediti di particolare interesse, come la collocazione esatta del fantastico mondo sotterraneo della Sibilla e l’individuazione di quale popolo abiti là sotto. Si tratta di un’opera che spazia con passione tra narrazione, esposizione storico-scientifica e affondi sapienziali, con le illustrazioni artistiche di grande pregio di Chiara Silvia Salvini che corredano il testo a supporto delle narrazioni e informazioni fornite.

Per maggiori informazioni sui contenuti: www.grottadellasibilla.com.