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ANCONA - In Prima commissione affari-istituzionali e cultura approvata la pdl che valorizza e promuove la danza tradizionale delle Marche. Sarà istituito un registro regionale, previsti interventi a sostegno di corsi, festival, ricerche, progetti didattici e gemellaggi.

Il saltarello riconosciuto “aspetto identitario della comunità marchigiana, della cultura e della tradizione popolare musicale regionale”, un patrimonio dal valore sociale e formativo che la Regione intende promuovere e sostenere. E’ il principio alla base della proposta di legge “Tutela e valorizzazione del saltarello tradizionale marchigiano”, a iniziativa del Gruppo della Lega, approvata a maggioranza in Prima commissione affari istituzionali-cultura, presieduta da Renzo Marinelli.

«Una legge – commenta il Presidente - che si collega alla scelta della Regione di riscoprire i borghi e le radici della nostra cultura, ma anche un modo per valorizzare il grande lavoro svolto dai gruppi folkloristici, diffusi in tutta la regione, come nel mio comune, dove è attivo uno dei più longevi e fedeli alla tradizione»MATTIMONTECO

. Durante i lavori è intervenuto il primo firmatario e relatore di maggioranza, il consigliere regionale Andrea Antonini, secondo il quale «l’aspetto più ambizioso della proposta è quello di costruire attorno a questo ballo tradizionale un percorso di riscoperta e di attualizzazione, così come avvenuto per la pizzica nel Salento, trasformandolo in un veicolo turistico che si unisce ad esempio all’enogastronomia. E’ un’operazione culturale e sociale, ma anche un investimento con prospettive future significative che non può avvenire senza il contributo e il coordinamento della Regione».

Il testo propone di istituire un registro regionale e interventi a sostegno di corsi di orientamento e perfezionamento, manifestazioni, festival, progetti con il mondo della scuola, ricerche, produzioni discografiche e cinematografiche. S

aranno valorizzati anche i gemellaggi, coinvolgendo le comunità dei marchigiani all’estero.

Per la Vicepresidente Marta Ruggeri (M5s), relatrice di opposizione della proposta di legge, su cui si sono astenuti i consiglieri M5s e Pd, «le finalità della pdl sono condivisibili, ma abbiamo scelto di astenerci perché aspettiamo ancora l’approvazione dell’assestamento, con le altre leggi sulla cultura ferme a causa dei bandi non ancora fatti. Forse sarebbe più opportuna una legge più organica che promuova tutti gli aspetti culturali e identitari, piuttosto che tante piccole leggi».