CORRIDONIA - Si è tenuto presso l’Hotel Grassetti di Corridonia il convegno organizzato da Confcooperative Fedagrimarche “Coltivare il domani: Sostenibilità e redditività nell’agricoltura”.
Al convegno di Corridonia hanno partecipato il Presidente Confcooperative Fedagripesca Marche dott. Francesco Torriani, la dott.ssa Barbara Minisci, Funzionario Confcooperative Fedagripesca Nazionale, il dott. Gian Ludovico Ceccaroni, funzionario di Confcooperative Fedagripesca Nazionale e il dott. Mauro Scattolini, Direttore di Confcooperative Marche.
“In merito alla Politica Agricola Comune post 2007 – ha dichiarato il Presidente Torriani - l’Europa non può permettersi di rinunciare ad una politica agricola comunitaria. La proposta della Commissione rischia invece di smantellare il principale pilastro della casa comune dell’Unione”.
L’inserimento delle risorse agricole in un fondo unico segna infatti la fine di una politica agricola comune e prevede anche una riduzione delle risorse dedicate.
“Ci saremmo aspettati come settore della cooperazione una Pac maggiormente orientata all’innovazione, al sostegno agli investimenti e alla competitività dell’agricoltura europea, attraverso misure di sostegno e incentivi a percorsi di aggregazione in un quadro attento alla sostenibilità ambientale – ha proseguito Torriani - Nulla di tutto questo. Auspichiamo che tale proposta possa essere profondamente rivista”.
In un recente report presentato da Ismea sulla produzione agroalimentare italiana 2024 emerge che su 100 euro di spesa di un consumatore italiano solo 20 euro vanno mediamente all’agricoltori (dato tra l’altro in calo rispetto gli anni precedenti…), ma tolti i costi di produzioni rimane un margine operativo di 5/6 euro per il fresco e 1,5/2 euro per le produzioni trasformate.
“La questione centrale come indicato dai dati Ismea – prosegue il Presidente Torriani - è affrontare il tema della distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare in maniera realistica, senza demagogia cercando di risolvere da un lato le criticità strutturali dell’agricoltura italiana e dall’altro lato prendere atto di alcune dinamiche che esistono nel mercato, per affrontare le quali occorre organizzarci per tentare di gestirle”.
Confcooperative Fedagrimarche la prima criticità da affrontare è la frammentazione dell’agricoltura italiana, in alcuni settori non è più sostenibile. Penso ad esempio ai seminativi che nelle Marche pesano per oltre il 75% della SAU regionale: è evidente che vanno incentivate le forme di aggregazione.
Un’aggregazione che faccia non solo massa critica, per migliorare il peso contrattuale dei produttori, ma che qualifichi la produzione agricola in termini di innovazione e servizi all’impresa: certificazione, tracciabilità, servizi di consulenza, transizione digitale, ecc.
Ma è evidente che non basta aggregare. L’altra questione centrale è che il valore aggiunto di quello che viene prodotto non è nella materia prima, ma nel prodotto finito che viene venduto sugli scaffali.
“Come produttori agricoli, - ha concluso Torriani - dobbiamo spostare l’attenzione sulla trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti e quindi investire in filiere in grado di integrare queste fasi e migliorare la distribuzione del valore con realismo. In tutto questo la cooperazione ha l’opportunità di svolgere un ruolo strategico che la politica agricola dovrebbe incentivare con interventi adeguati”.