FABRIANO - Fabriano sceglie di guardare avanti puntando sull’energia rinnovabile e sulla condivisione. Il 17 dicembre segna ufficialmente la nascita della Comunità Energetica Rinnovabile “Città Appenninica”, un progetto promosso dal Comune di Fabriano insieme all’Unione Montana dell’Esino Frasassi e alla Caritas Diocesana di Fabriano-Matelica, che mette al centro ambiente, coesione sociale e sviluppo dei territori interni. Non si tratta soltanto di un nuovo modello di produzione energetica, ma di una scelta politica e culturale che ambisce a trasformare l’energia in un bene comune. La Comunità Energetica nasce infatti con l’obiettivo di coniugare transizione ecologica e giustizia sociale, contrastando la povertà energetica e rafforzando il tessuto comunitario in un’area dell’Appennino segnata dalle conseguenze del sisma e da fragilità strutturali di lungo periodo.
«La Comunità Energetica “Città Appenninica” – ha dichiarato la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo (nella foto) – è il frutto di una visione che tiene insieme ambiente, giustizia sociale e futuro dei territori interni. È un progetto nato da un impegno preso con i cittadini e mantenuto, che dimostra come le istituzioni, insieme al mondo del sociale, possano costruire strumenti concreti di solidarietà e sviluppo sostenibile».
«Le Comunità Energetiche Rinnovabili erano uno dei punti qualificanti del nostro programma amministrativo – dichiara Gabriele Comodi, Vicesindaco e Assessore all’Innovazione e alla Transizione Ecologica del Comune di Fabriano – perché crediamo che la transizione ecologica debba essere prima di tutto un’opportunità collettiva. Con la nascita della CER “Città Appenninica” diamo concretezza a un impegno preso con i cittadini, costruendo uno strumento capace di produrre benefici ambientali, sociali ed economici per il territorio».
«Insieme siamo più pronti e più forti – ha rimarcato Giancarlo Sagramola presidente Unione Montana dell’Esino Frasassi – per affrontare le sfide del futuro. Vogliamo accompagnare, come comunità unite, la strada verso la transizione ecologica, ampliando la capacità di aggregare i territori e le persone in una solidarietà che sa guardare al futuro. Costruire reti per affrontare le sfide che ci si presentano ogni giorno».
«La Caritas Diocesana di Fabriano-Matelica – ha dichiarato il direttore della Caritas Gian Luigi Farneti – ha accolto con grande favore la nascita della Comunità Energetica Rinnovabile “Città Appenninica”, che incarna i valori della condivisione, della cura del creato e della giustizia sociale. In un territorio segnato da fragilità economiche e sociali, l’impegno per un’energia solidale e sostenibile rappresenta un segno concreto di speranza, capace di contrastare la povertà energetica e rafforzare il tessuto comunitario. Ispirandoci all’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, riconosciamo che non può esserci una vera transizione ecologica senza attenzione alle persone più fragili. La Comunità Energetica “Città Appenninica” si muove in questa direzione, promuovendo un modello di sviluppo partecipato e orientato al bene comune dell’Appennino».
Un impegno che ha trovato una prima concreta attuazione grazie alla vittoria del bando “Comunità Energetiche” di Fondazione Cariverona, aggiudicato dal Comune di Fabriano, che ha consentito di avviare i primi asset della CER. Tra questi, l’impianto fotovoltaico del Foro Boario, immobile di proprietà comunale, rappresenta uno dei tasselli iniziali di un percorso più ampio, destinato a crescere nel tempo. La Comunità Energetica “Città Appenninica” nasce infatti con una visione che va oltre i confini cittadini: l’obiettivo è quello di diventare un vero e proprio ombrello giuridico e hub energetico e sociale per l’Appennino, capace di mettere in rete territori, competenze e risorse, in un dialogo che guarda anche oltre i confini regionali, verso l’Umbria e la città di Gubbio.
Accanto alla dimensione pubblica e solidale, la Comunità Energetica guarda anche a modelli innovativi di collaborazione. Lo sviluppo degli impianti e dei servizi energetici avverrà, nelle fasi successive, attraverso forme di partenariato pubblico-privato (PPP), uno strumento che consentirà di affiancare alle risorse e alla regia del Comune competenze tecniche e investimenti privati. La nascita formale della CER si inserisce in un percorso amministrativo avviato negli anni scorsi e destinato ora a entrare in una fase più operativa, con investimenti su impianti rinnovabili pubblici e modelli di gestione partecipata. Un cammino che propone una nuova idea di energia: non più solo infrastruttura tecnica, ma leva di inclusione, risparmio e rinascita territoriale.