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di Sauro Pigini, capo gruppo consiliare M5S

PORTO RECANATI - Il Sindaco ha ritenuto di dover intervenire sulla vicenda Hotel House per puntualizzare che non può essere attribuita all’Ente Locale (leggi Amministrazione Comunale) la responsabilità di quanto avviene in quel condominio o nelle zone immediatamente limitrofe. Il motivo per cui, da una decina di giorni, la cronaca nera nazionale si occupa della nostra città è semplicemente perché esiste un problema legato alla presenza di una decina di delinquenti che non si riescono a sradicare dal territorio. Compito non delegato agli Enti territoriali e per la risoluzione del quale le stesse Forze dell’Ordine, a ciò statutariamente delegate, trovano difficoltà. Motivo? Carenza legislativa. La colpa è tutta dello Stato centrale incapace di legiferare in modo idoneo a consentire che Porto Recanati possa ritrovare quella pace e quella serenità che non potrà esservi fino a quando quel gruppo di manigoldi non sarà, a norma di legge, debellato. Sagge e condivisibili parole che fanno il paio con quelle pronunciate, in altra epoca, da chi ci informò che una certa signora, abituale frequentatrice della sua abitazione, era nientemeno che la nipote del Presidente di un Paese che si affaccia sul Mediterraneo.DSCF2384

Ma vogliamo tornare alle considerazioni espresse da chi, stante le sue numerose comparsate televisive, oltre che navigato amministratore (anche se non ha trovato l’imbarcazione per prelevare il campione di acqua dal laghetto Volpini) è ora anche esperto comunicatore. Non si può non ribattere che il problema riguarda, innanzi tutto, l’incapacità delle Amministrazioni precedenti, e da lui giustamente ricordate, che non hanno saputo o, peggio ancora, voluto considerare il microcosmo Hotel House come fenomeno sociale non affrontabile e gestibile semplicemente con richieste di interventi di ordine pubblico.

Per rimanere solo nel periodo dell’attuale consiliatura, innumerevoli sono state le richieste delle forze di opposizione riguardanti situazioni inerenti l’Hotel House. Le risposte, o per meglio dire le mezze risposte, fornite dall’amministrazione sono state semplici comunicazioni burocratiche che non hanno mai consentito un dibattito politico sul problema. Nello stile proprio del procedere di questa amministrazione l’argomento è considerato di pertinenza dell’esecutivo e, pertanto, negato al contributo delle opposizioni. Un gretto arroccamento a difesa di miseri interessi di bottega intesi a preservare presenze e prebende di istituti che mai hanno relazionato al Consiglio sulle attività svolte e, soprattutto, sui risultati ottenuti. La comunità cittadina ha erogato sostanziosi contributi per permettere l’integrazione sociale di tutte quelle etnie presenti nel condominio ed ancora ne erogherà grazie ai contributi che quello Stato, incapace di perseguire una decina di malavitosi, eroga alla nostra comunità per la costruzione di quella pace sociale, questa sì delegata agli enti territoriali, che le amministrazioni non sono riuscite a garantire. Forse sarebbe bene che chi sente la necessità di giustificarsi analizzi anche il proprio comportamento e, senza andare troppo a ritroso nel tempo, faccia ammenda anche di comportamenti certamente non confacenti alla carica ricoperta.

Un consiglio comunale monotematico sull’Hotel House, anche in più giorni, che consenta un dibattito aperto e dal quale possano uscire indicazioni sul come procedere. La questione è drammaticamente seria e non consente più alibi per nessuno. È emergenza e l’emergenza si affronta con il contributo di tutti. Non esistono scorciatoie salvifiche per nessuno. Noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo. Basta con lo scarico di responsabilità. Sì all’assunzione di responsabilità da parte di tutti.