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PORTO RECANATI - Istituita la Giornata denominata: “Una Vita dedicata al Mare”, in memoria di tutti i portorecanatesi che hanno vissuto del mare o che sono state vittime stesse del mare, facendo cadere la commemorazione nella terza domenica del mese di Febbraio di ciascun anno.

Lo aveva preannunciato il sindaco Mozzicafreddo in occasione delle commemorazione, ad un anno dalla scomparsa in mare, di Vincenzo Castellani (nella foto la stele che lo ricorda nella zona di alaggio della "Piccola Pesca").

La città di Porto Recanati nasce come piccolo borgo di pescatori - e conserva ancora il suo forte legame con il mare e la cultura marinara.

stelevincenzoProprio dalle sue origini così radicate, la pesca è sempre stata un importante strumento di sostentamento dell’economia locale.

Tutt’ora molte famiglie portorecanatesi fondano la principale o unica fonte di reddito nella pesca.

I pescatori, per la peculiarità del lavoro che svolgono, subiscono i pericoli del maltempo e, purtroppo, negli anni si sono verificate frequenti perdite di vite umane in mare, in occasioni di condizioni meteo avverse o per ragioni ancora oggi non conosciute né desumibili dalle dinamiche dei fatti.

Altresì la perdita di un concittadino, in un paese di appena 12.000 abitanti, costituisce un lutto per l’intera comunità.

Opportuno e doveroso, da parte dell'Amministrazione Comunale, interpretando il comune sentimento della cittadinanza, si è ritenuto destinare una giornata nell’arco dell’anno per ricordare tutti coloro che hanno dedicato la propria vita al mare.

Di voler individuare detta ricorrenza nella terza domenica del mese di Febbraio di ciascun anno, in occasione della quale l'Amministrazione potrà dare il giusto risalto organizzando un piccolo momento di commemorazione, anche, eventualmente, coinvolgendo le istituzioni religiose, civili e militari presenti nel territorio comunale o/e le istituzioni scolastiche.

Nella foto sotto la lapide che ricorda invece la tragedia del 1935 e a seguire un articolo del 1956 di un giornale di Mar del Plata in cui si parla  della scomparsa in una tempesta del peschereccio "Pumara", in cui erano imbarcati tutti nativi di Porto Recanati: Antonio Bugiolacchi, Luigi Caporaletti, Luigi Nocelli di Giovanni, Luigi Nocelli di Biagio, Emilio Scalabroni, Giovanni Scalabroni e Luigi Valentini, unica salma recuperata.

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