Note sull'enograstronomia di Recanati e dei Luoghi dell'Infinito
Punti per Acquisti
Di seguito proponiamo alcuni punti vendita dove poter acquistare prodotti delle campagne recanatesi.
Frantoio Gabrielloni olio
via Montefiore
0733 852498
Frazione castello di Montefiore
Azienda Agraria Casa Leopardi vino/olio
Piazzuola Sabato del Villaggio
071 7576061
Cantina Accattoli vino
via del Donatore
0733 850447
Frazione Castello di Montefiore
Oleificio Fuselli & Guzzini olio
Villaggio Artigianale "Pigini"
Via Ceccaroni
071 7570735
www.frantoiofusellieguzzini.it
Oleificio Bartolini olio
Contrada Vallememoria
071 7570317
Coop Agricola "Terra e Vita" prodotti agricoli vari
Contrada Chiarino
071 7501584
Enoteca Settimio vino
Via Campo Boario
071 981529
Cantina Degli Azzoni vino
Via Carradori
0733 850002
Montefano
"Da Giovanni" carni, salumi e formaggi tipici
Via Passero Solitario (Porta Nuova)
333-5911360
071 7574423
Alla Corte dell'Oca
Zona Squartabue
071 7572162
Appunti di cucina recanatese
Se conoscete piatti tipici che non vengono indicati in questa sezione, potete segnalarceli per la loro introduzione. Graditissime sarebbero anche le ricette di quei piatti di una volta.
I piatti tipici locali, legati ad antiche tradizioni, erano il più delle volte i piatti delle feste e spesso assumevano un significato simbolico e quasi rituale. Altri erano i piatti poveri della cucina contadina.
Per quanto i vincisgrassi siano il piatto più tradizionale delle Marche, in questa zona si conserva la formula più elaborata che si tiene risalga al periodo giacobino (1799), quando la ricetta sarebbe stata dettata in onore del generale austriaco Windisch Graetz di stanza nella regione. E' pur vero che già prima questo piatto, come rileva il Nebbia (1784), si chiamava princisgras.
minestra collosa che prende il nome dalla colla con cui si attaccava il calendario di S. Antonio Abate dietro la porta della stalla. Oggi se ne ignora quasi il nome, ma in realtà viene ancora preparato come strozzapreti. Si facevano soprattutto per la festa di S. Antonio (17 gennaio). In quel giorno si consumavano anche le pagnottelle di S. Antonio (marcate al centro S. A.), che venivano consumate anche dagli animali.
Un tempo molto amati erano pure i frascarelli, sorta di polenta granulosa di farina di grano, con la sua variante di riso, denominata riso corgo.
Diffuso l'uso degli gnocchi di patate, ma in particolare tipici quelli con il sugo di papera, che si usa cucinare la prima domenica di ottobre per la festa della Vittoria, in ricordo della battaglia di Lepanto, del 1571, vinta contro i turchi, in cui partecipò la flotta di Portorecanati, all'epoca frazione di Recanati. Il secondo piatto di quel giorno è la papera in umido.

La minestra di lenticchia e la lenticchia col cotechino, solo il piatto del Capodanno, ma oggi si usano anche per l'inverno. Le lenticchie secondo un'antica credenza, portano ricchezza, come il mangiare uva a Capodanno.
Le uova sono legate alla tradizione della Pasqua (l'uovo pitto), ma anche a certi gustosi piatti come le uova in trippa e le fantasiose frittate.
maggio, quando gli emigrati a Roma o Milano, usano tornare a casa per mangiar
e questa variante della pur celebre porchetta romana.
cucinato.
., è naturalmente legato alla cultura contadina. Un tempo era il piatto delle feste e delle classi medie. Oggi con gli allevamenti è più diffuso. Inutile dire quante storie e credenze popolari siano legate al pollo ed alle galline, o al cappone, legato alla tradizione natalizia insieme con i cappelletti in brodo e la galantina, polpettone a base di pollo.



tipici, vanno ricordate la Pasquella (che si canta alla vigilia dell'Epifania) e le salsicce di carne o di fegato, coi pinoli, con cui viene festeggiata. Un canto associato recita "... se ce date du sarciccette, non c'emporta s'è piccolette, basta che rimpa la padella, l'anno novo e la Pasquella".
I dolci più gustosi sono quelli legati alle feste di Carnevale, di Pasqua e dei Morti. Le sfrappe, gli scroccafusi, le castagnole, la cicerchiata.
Un tempo si usava molto la frustenga, che a Recanati diventa castrenga
("Carnevale, bocca tenta, quant'è bona la castrenga!"). Sottile come un crostino (detta perciò anche crostenga) è fatta di polenta, fichi, uvetta e noci. Oggi se n'è persa quasi la memoria.

Per le feste pasquali si fanno ancora due pizze: quella di magro, la pizza di formaggio, quella festiva, la pizza dolce. Esse (e soprattutto quella di formaggio) sono entrate tanto nell'uso corrente da essere usate tutti i giorni dell'anno, anche se ultimamente i fornai tendono a limitarne la produzione a specifici periodi.








Un tempo era fiorente in Recanati (sin dal 1100) una forte presenza ebraica le cui tradizioni di cucina si sone perse nel tempo.
La vicinanza con il mare ed il fatto che sino alla fine del 1800 Portorecanati è stata frazione di Recanati, hanno portato spesso a scambi di prodotti dell'agricoltura con quelli dei pescatori. Per cui non è raro che nelle case recanatesi il pesce sia spesso in tavola.
Forti legami con Ancona hanno fatto della polentà e baccalà o delle varianti dello stoccafisso un piatto anche lui di frequente proposto in particolari momenti.

