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POTENZA PICENA - Nonostante le precisazioni da parte dell'amministrazione comunale, per l'on. Morgoni è tutt'altro che chiusa la vicenda ILIAC e dal profilo FB, dove pubblica anche una immagine del gemelaggio con il centro irlandese di Templemore, torna all'attacco.

"La vicenda ILIAC si è imposta all’ attenzione della cittadinanza a seguito della iniziativa delle forze di opposizione che hanno sollevato il tema sulla base di una serie di elementi in grado di suscitare non pochi e preoccupanti interrogativi . Il compito dell’ opposizione si ferma qui perché non spetta alle forze politiche svolgere attività investigative che esulano dalle funzioni della politica", scrive Morgoni.

"Nel momento in cui una questione assume una valenza pubblica e mette in gioco la credibilità degli amministratori -rileva Morgoni-, ad essi spetta fugare ogni dubbio e fornire adeguati chiarimenti all’ 106242466 1501835559988916 7659943310330712460 nopinione pubblica e nelle sedi istituzionali.  L’amministrazione comunale, a differenza di una loggia massonica, risponde a principi di trasparenza ed è tenuta a rendere conto delle sue azioni al cittadino sovrano/contribuente. A Potenza Picena sembra ci sia qualche confusione su questo punto e gli amministratori mostrano di preferire l’ impenetrabilità della nebbia alla limpidezza della verità.

In 4 argomentazioni Morgoni riepiloga la questione.

"Riepiloghiamo i fatti -prosegue il parlamentare-; 1. L’associazione ILIAC e’ espressione dei Fratelli d’Italia e non della società civile. La presiede un esponente di questo partito e sono attivi in essa personaggi di primo piano, amministratori e loro familiari sempre dello stesso partito. Ciò ha determinato una inaccettabile commistione e sovrapposizione di ruoli tra l’ Amministrazione Comunale, le forze politiche che la sostengono e la stessa associazione che è una loro emanazione. 2. L’ associazione ILIAC e’ stata creata appositamente in occasione dell’ Irish festival e lo testimoniano sia la sua data di nascita sia l’assenza di qualsiasi altra iniziativa o attività di cui sia stata promotrice nei suoi due anni di vita. E’ evidente che la Giunta abbia voluto dotarsi di un braccio operativo fedele a cui riservare un trattamento privilegiato, in spregio alle tante associazioni locali radicate nel tessuto sociale, riconosciute e rispettate per il loro lavoro volontario autenticamente disinteressato al servizio della comunità. 3. Il presidente del Consiglio Comunale sostiene che Iliac è stata creata per rafforzare e valorizzare il gemellaggio che lega Potenza Picena con la città di Templemore in Irlanda. Ma il gemellaggio appartiene a tutta la comunità e non a Fratelli d’ Italia e in questo senso non si comprende come non sia stato invitato a partecipare ad ILIAC nessuno degli amministratori che il gemellaggio hanno promosso, realizzato e fatto vivere dal 2004 al 2014, o rappresentanti delle minoranze presenti oggi in consiglio Comunale che pure rappresentano i cittadini , o le associazioni, in particolare le Pro Loco che hanno sempre partecipato alle iniziative del gemellaggio recandosi anche in delegazione a Templemore. Il delegato al gemellaggio Braconi avrebbe dovuto coinvolgere tutte queste realtà ma, venendo meno ai propri compiti ha preferito restare nel recinto di casa propria. 4. Il Comune ha organizzato l’Irish Festival ma le sponsorizzazioni, anziché affluire nelle case del Comune sono state illegittimamente incassate da ILIAC. 5. Nell’ ambito dell’ iniziativa organizzata dal Comune l’associazione dei Fratelli d’Italia ha svolto, evidentemente grazie alla commistione con l’ amministrazione comunale , una attività commerciale di cui non ha reso conto a nessuno. 6. ILIAC non esisteva fino al 25 luglio 2018 , e nello stesso giorno in cui nasce , il Presidente del Consiglio Comunale invia una lettera ufficiale alle Farmacie Comunali con richiesta di sponsorizzazione della stessa associazione per oltre 7000 euro".

"A questo punto -conclude Morgoni- la parola spetta alle forze politiche di maggioranza e a chi le rappresenta in quelle istituzioni la cui onorabilità va difesa non con le parole ma con il linguaggio degli atti, dei documenti e sopratutto della verità" .