Di Fabio Corvatta, presidente CNSL

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Istituiti nel 1962 con cadenza quadriennale, i Convegni internazionali recanatesi si sono affermati come un appuntamento culturale di lunga e consolidata tradizione. Quello che qui presentiamo, il dodicesimo, coincide con una fase particolarmente impegnativa e decisiva per il Centro Nazionale di Studi Leopardiani, che proprio alla fine del 2007 ha celebrato i suoi settanta anni di vita, quando da poco era scomparso Franco Foschi, presidente del Centro per un ventennio e animatore di iniziative che hanno promosso la conoscenza e lo studio di Leopardi in ogni parte del mondo.

Nel raccogliere la Sua eredità, sono ben consapevole che l’onere è pari all’onore, e sento l’obbligo di esprimere pubblicamente la mia gratitudine a quanti hanno lavorato e continuano a lavorare con me per realizzare, tra non poche difficoltà, i progetti da Foschi avviati o ideati: la vicepresidente contessa Anna Leopardi, i componenti del Consiglio di amministrazione e del Comitato scientifico.

Con loro si è formata una équipe di altissimo livello, che ha consentito di restituire stabilità all’istituto e di imprimere nuovo slancio alle sue attività, ridefinendone e arricchendone i programmi con saggezza e rigore. Tra le tante cose attuate, o in via di attuazione, ricorderò: i “protocolli d’intesa” con università e istituti culturali italiani e stranieri; la creazione di nuove cattedre leopardiane e la riorganizzazione di quelle già esistenti; l’allestimento, nella sede del Centro, di un nuovo Museo leopardiano con mostra permanente; la formazione di una Biblioteca digitale che ha lo scopo di mettere in rete autografi, libri e documenti leopardiani presenti in ogni biblioteca; la prosecuzione sistematica della collana «Testi e Studi Leopardiani» (pubblicata dall’editore Marsilio) che, con gli undici titoli già usciti, si è imposta autorevolmente nel panorama dell’editoria scientifica, ricevendo il lusinghiero apprezzamento delle università, della critica e, in generale, dei lettori colti; l’avanzamento della traduzione integrale dello ‘Zibaldone’ in inglese, diretta e coordinata dalla cattedra leopardiana dell’Università di Birmingham. Dello ‘Zibaldone’ è inoltre in uscita, presso l’editore Zanichelli, la prima edizione critica informatizzata.

Un ringraziamento particolare rivolgo al Ministro per i Beni e le Attività Culturali che, sensibile ai nostri, problemi, ha contribuito in modo determinante a farci superare una stagione di gravi incertezze, approvando e suggellando con decreto ministeriale il nuovo assetto del Centro Studi.

L’argomento scelto dal Comitato scientifico per il XII Convegno è volutamente complesso e ambizioso, e ha richiamato l’interesse di un numero di studiosi, italiani e di altri paesi, superiore ad ogni aspettativa, tanto che – con uno sforzo organizzativo ed economico eccezionale – si è deciso di estendere la durata dei lavori a quattro giornate piene, con trentacinque interventi, tra relazioni e comunicazioni, e una tavola rotonda conclusiva che metterà a confronto esponenti di diverse aree culturali e disciplinari. I molteplici temi e spunti antropologici – che traspaiono dai titoli stessi degli interventi – attraversano, con intuizioni geniali e riflessioni profonde, tutti gli scritti teorici di Leopardi, ma trovano riscontro, e talora ulteriori sviluppi, anche nelle sue opere più propriamente letterarie e d’invenzione, sicché scopo principale del Convegno è lo studio della “prospettiva antropologica” come uno dei fattori costitutivi tanto del pensiero quanto della poesia dell’autore dello ‘Zibaldone’, delle ‘Operette morali’ e dei ‘Canti’. Per sua natura, quindi, il Convegno sarà prevalentemente interdisciplinare, e nelle singole sessioni si alterneranno italianisti, antropologi, specialisti del pensiero filosofico e scientifico, linguisti, filologi. Secondo le consuetudini del Centro, ampio spazio è stato lasciato a giovani studiosi, rappresentanti dei laboratori leopardiani attivi in tante università italiane. Dagli esiti di così generosa partecipazione confido che si possano trarre i migliori auspici per gli studi leopardiani e per il futuro della nostra istituzione.

La mia profonda gratitudine e quella di tutti i collaboratori del Centro Studi vanno al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha manifestato un lusinghiero apprezzamento per il nostro lavoro, concedendo la Sua ambita adesione al Convegno e preannunciando un Suo messaggio augurale.